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sabato 14 dicembre 2013

Se stasera sono qui...






È perché non è giusto lasciare tutti i miei pensieri là. Sono mesi che non scrivo. Sono mesi che dimentico le mie riflessioni dentro quell'auto. Accendo il motore, parto. Non lo so come succede, ma dopo una manciata di chilometri, ho già scritto il mio prossimo post. È li dentro di me. Perfetto. Pronto. Ora non serve altro che scendere dall’auto e mettersi alla tastiera.  Ma sono ancora in auto e mentre percorro chilometri di parole continuo a ripetermi “ecco se potessi registrare quello che mi passa per la testa..”. Inarco le sopracciglia, facile a dirsi quando non si può sentire. Che mi registro a fare? Non ci avevo pensato.
Se stasera sono qui è perché…
Quando scendo dall’auto dopo pochi istanti non ricordo più nulla di quello che avrei voluto scrivere. Come nei sogni. Ti svegli al mattino, ti sembra di essere stata protagonista del prossimo film candidato all’Oscar e invece nulla. Nulla. Ti fai il caffè, giri lo zucchero con il cucchiaino, una due tre volte… non torna nulla.
Eppure sei sicura che in quel sogno tu c’eri!
Allora ho pensato di quanto fossi strana, a volte inconcludente, e nella mia pigrizia mille scuse valide per non scrivere.
A me piace scrivere! E allora?

domenica 23 giugno 2013

Io, lui e la vita



Non ho pianto quando ha terminato la Scuola dell’Infanzia, a ricordar bene, nemmeno il primo giorno di scuola elementare.

Commossa per il passaggio alla Scuola secondaria?
Mi spiace, ma nulla!

Sarà per questo che non ho mai avuto l’esaltazione di scrivere qualcosa con lo scopo di immortalare emozioni e vissuti di momenti che non torneranno mai?
Confermo, quasi con certezza.

E ora? Ora che succede? Mi ritrovo pure io travolta in questo turbine di entusiasmi che non è solo “sta crescendo” ma anche “sta facendo delle scelte personali ben precise”.

Ha terminato giorni fa le prove scritte di terza media, comprese le temutissime invalsi (spauracchio più mio che suo) e tra poche ore gli orali, cioè la tesina interdisciplinare.
E certo, la tesina! L’ha scelta lui! Scorro con nevrosi ossessiva le liste di tesine proponiate nei vari siti scolastici; acqua, adolescenza, alimentazione, amore, bambini, calcio, Barack Obama (?), danza, dolore, donna, guerra in generale, immigrazione, fascismo...
Nulla sulla Musica, figuriamoci sul Rap, ma l’ha scelta lui, zitti tutti!

lunedì 20 maggio 2013

Noi viaggiamo sicuri!





Un tema, quello di viaggiare sicuri, che mi sta molto a cuore.
Non perdo l’occasione per riproporre questo mio post e aderire alla campagna di AC

Sin dalla nascita abbiamo mille modi di esprimere amore ai nostri piccoli. Anzi potrei dire con assoluta certezza che iniziamo molto prima, preparando tutto il necessario (e anche di più) per la nascita.
Inizia un cammino di responsabilità verso i nostri figli. Un “tragitto” che vorremmo percorrere con loro in tutta sicurezza e consapevolezza.
Quanto lo siamo, consapevoli e responsabili, quando si tratta di sicurezza in auto? Quante volte pensiamo che un breve tragitto in auto non valga una “discussione” con i nostri figli, per le cinture di sicurezza?
Sappiate che la sottoscritta trascorse ben due ore in un parcheggio di un Centro Commerciale perché il proprio bambino, a suo tempo quattrenne, rifiutava di farsi allacciare le cinture e si slacciava di continuo!
Perché ci troviamo a responsabilizzarli nei gesti quotidiani (“sta’ seduto a tavola”, “lavati i denti” e altro ancora) mentre spesso non riusciamo a farlo per qualcosa che può “salvare loro la vita”?

martedì 14 maggio 2013

Ci sono cose che...








L’ho fatto un mese fa, non era la prima volta, bensì la seconda in vent’anni. Se penso che ci sono persone che lo fanno molte volte nel corso della propria esistenza, mi sento mancare. Personalmente spero tanto sia l’ultima.
Non è che non mi sia piaciuto! Tutt’altro, ma forse quest’ondata di caldo smorzerebbe anche la più intensa commozione dell’animo.
Ci vuole passione in tutto quello che si fa e di certo non mi manca.
Amo i cambiamenti, amo tutto quello che improvvisamente muta, amo infilarmi nelle situazioni in bilico tra quello che la realtà ci disegna e la più fervida immaginazione di quel che sarà.

giovedì 2 maggio 2013

La mia vita è cambiata quando...








La mia vita è cambiata quando ho gioito con le amiche nel vedere che un foglio di carta igienica sospeso nel water, impregnato di liquido anticalcare,  avrebbe tolto quelle brutte macchie.
Più passano gli anni più mi rendo conto che ci sono momenti di aggregazione tra donne che non necessitano di confronti di un certo spessore.
O meglio, secondo me non ne sentiamo il bisogno, anzi la capacità di essere multitasking , di poter cambiare contesto a piacimento, ci permette di portare la conversazione  laddove vogliamo, a volte intensa, a volte frivola, seria, scandalistica, dotta, inconcludente, pungente, come questa…

domenica 14 aprile 2013

Baciami stupido!







Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto, un poco più da presso, un più preciso patto, una connessione che sigillar si vuole, un apostrofo roseo messo tra le parole t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo di potersi respirare un po' il cuore, e assaporarsi l'anima a fior di labbra! (Edmond Rostand)


Il bacio è questo ed altro ancora. E chi lo dice?

Ecco appunto, io ho sempre pensato che il bacio fosse il bacio, che non è “un bacio”, ma è “Il bacio”.

Voglio dire quando baci un ragazzo sulla bocca non esistono tanti modi di baciarlo…

lunedì 8 aprile 2013

Io sarei allegra come la Gerbera...




Non che abbia mai avuto modo di parlare con i fiori e, per tranquillizzarvi, nemmeno li ho mai sentiti parlare.

Il linguaggio dei fiori, conosciuto anche come florigrafia ha radici molto lontane. Questo modo di comunicare si sviluppò già a partire dall’Ottocento. Fiori e allestimenti floreali erano un valido mezzo per “comunicare” emozioni o stati d’animo, senza creare “disordini” morali.

Se ricevete da un uomo un Chiodo di garofano, ci tengo ad informarvi che non vuole sfruttare la proprietà analgesica del fiore, per farvi preparare un decotto per il mal di gola, ma vuole semplicemente comunicarvi di avervi amata a vostra insaputa!
Credetemi non c’era e non c’è mezzo di comunicazione più diretto e preciso dei fiori.

lunedì 25 marzo 2013

È tutto un attimo




L’attimo in cui ho deciso di rimettermi a scrivere, è stato solo una questione di un attimo.

Tutto si gioca in una foto istantanea della tua vita, in un’immagine che sembra voler restare ancorata a quell’attimo.

In un attimo ti affidi ai tuoi pensieri che cercano di spiegarti cosa sia successo, un attimo di dolore, un attimo di gioia, un attimo di smarrimento, un attimo di indecisione, un attimo di speranza.

I momenti della vita.
Sei forte di attimi, un susseguirsi di attimi infiniti.

lunedì 4 febbraio 2013

Re-Sushi-Ti-Amo




È un po’ che continua a ripeterlo “ti voglio portare lì, andiamo lì, è tutto buonissimo!”
“Ti vengo a prendere alle sette!”
Gabibbo è l’amica mia; lei non chiede, lei non discute mai, non fa conversazione, non chiacchiera, non scambia opinioni…lei ordina!
Cosicché sabato, spinta da una tempesta con raffiche di vento a 25 nodi, mi ritrovo seduta nella sua auto.

Gabibbo non possiede un’auto, il suo è un salotto e tu sei un acaro.
Nella portiera ha un polverdetector, se non hai le scarpe pulite, parte una sirena, che la sento pure io.

mercoledì 30 gennaio 2013

E.T. può succedere, no?



Mi sventola il telefono sotto il naso. I baffi alla Magnum coprono spietati le labbra. Un’impresa carpire cosa stia dicendo.
Chiedo a babbo mio di ripetere più lentamente.
Intravedo un “non funz…” “bloccat”, “non sento”.
Dillamme.

Sono di corsa e non avendo capito il problema gli dico “mettilo in carica, sarà scarico no? O hai finito il credito?”
Scuote la testa (questo l’ho capito).

giovedì 24 gennaio 2013

Telefonando perché?





Chiara, l’amica mia, mi disse “ecco ora scegliti un nome per il tuo blog?”.
Un nome?
Io? Io, devo trovare un nome per il mio blog?
È successo anche agli altri blogger? Siamo sicuri?
A me sembra più difficile scegliere il nome del blog che prendere la decisione di aprirlo (è anche vero che è più “facile” restare incinta che decidere il nome del proprio bambino).
Telefonando.
Ho pensato ad una cosa che mi piaceva tanto fare (ma va?) e che non avrei mai creduto che ne avrei dovuto fare a meno.
Qualcosa che mi aveva fatto ridere tanto, ma anche piangere, che non sempre ho compreso, che spesso ho “trattato” male, che mi ha fatto battere il cuore, ma anche sbatterci la testa, che mi ha fatto sentire vicina a chi mi era lontano, che ha raccolto le mie lacrime in silenzio senza ….risposta.
Telefonando.
Ora non lo posso più fare. Ma che dico?
C’ho un blog! Telefonando lo faccio da qui.




mercoledì 23 gennaio 2013

C'ho un blog



Non succede così, non è che una si alza la mattina, si stiracchia, mette i piedi giù dal letto, guarda la sveglia e dice “è ora di aprire un blog!” Non succede così.

Fino a quel giorno lì, hai fatto altro. Certo che qualche blog lo leggevi, e qualcuno ti è piaciuto assai.
Ma non basta. Io continuavo a dire “non ce l’ho, un blog”.
Alla fine mi garbava pure che dicessi di non avere un blog.
Io non ce l’ho un blog.
Mi piace scrivere, ma non ce l’ho un blog.
E perché non ce l’hai un blog?
E chi ha detto che non ce l’ho!

C’ho un blog!

È quasi imbarazzante, ma sto cercando di “rompere il ghiaccio” con mister Blog.
Scrivere in un sito, quello che ho fatto per qualche mese, è un po’ come andare in tivù. Sembra che davanti all’obiettivo diventino tutti più sciolti, pronti a dichiarare al “mondo” i propri pensieri più intimi.

Ma ora c’ho un blog!

È diverso. Se potessi fare un disegno del “diverso” disegnerei qualsiasi cosa ma con l’altra mano. È più difficile? No, è diverso!

C’ho un blog!

martedì 22 gennaio 2013

Il mio blog





Questo è il mio primo blog e senza il prezioso aiuto di Chiara , una carissima amica, quasi sicuramente, mi sarei persa in rete e non solo.
Difficile dar voce all'emozione che provo per avere finalmente uno spazio virtuale tutto mio.
Telefonando... vi racconterò la mia vita di mamma di un ragazzino di 14 anni, di donna alla corte di un Re, con tutte le mie passioni, i miei hobby e soprattutto inciamperemo insieme in tutti i miei garbugli esistenziali...


Io, Antonella



Ho letto che “La vita comincia a quarant’anni”. Poco mi mancava al giro di boa. L’unica cosa che non potevo immaginare era che all’ultima bracciata, all’ultimo respiro, all’ultima occhiata dietro le spalle…venissi ripescata, per non dir rianimata!
Lasciavo un mondo fatto di suoni, di rumori, di parole sentite e con un gran botto entravo in un mondo nuovo fatto di silenzi, di parole scritte, di ricordi sentiti.
Ho 47 anni  e un ragazzino che ora ne ha quattordici, ma quando la mia vita è cambiata e sono diventata sorda ne aveva appena cinque.
E così, volente o nolente, ho trascinato anche lui in questa nuova dimensione.
Sono passati 8 anni e, tra mille difficoltà, ho scoperto che questo mondo mi stava dando delle altre opportunità, certo con tanto dolore, quello a cui avevo deciso di dare poco spazio. Si può? Si deve, mi ripetevo…
Cerco la vita conoscendo i miei limiti, spaziando nell’infinito.
Ho sempre creduto che entrare nei pensieri di qualcuno sia un’impresa semplicemente impossibile. Forse perché l’ingresso a tutti i miei pensieri, al loro vero e profondo significato, è da sempre precluso persino a me stessa. Ci provo, cominciando da me, da quello che mi piace, da quello che vorrei trasmettere.
Dicono di me che sono forte, determinata e un po’ pazza.
Io dico che mi disfo e mi rifaccio d’istinto, oggi qui, domani…